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Sii prudente come un serpente!

Mio nonno Pericle lo ripeteva spesso: Sii prudente come un serpente!

E poi ricordo che un pomeriggio mi stava accompagnando in macchina, con la sua Lancia argento che ‘puzzava di nonno’, ad una festa delle medie. Sì, una di quelle feste delle medie in cui non sai perché sei stata invitata ma a cui vai, perché vuoi capire come funzionano le feste delle medie.

E allora, ecco che lì, in macchina, ha provato a fare il padre (che non ho davvero mai avuto – altra lunga storia) e darmi qualche dritta a modo suo: ‘Stai attenta, ricordati che la vita è come attraversare un fiume in piena con una serpe in seno. In ogni momento ti può mordere’.

La mia vita poi è andata liscia, forse il morso l’avevo già sperimentato, forse il veleno non era troppo velenoso, forse il mio corpo e la mia mente hanno reagito bene. Non saprei. Era il tempo di Beverly Hills 90210, senza cellulari, amori stellari, batticuori e infatuazioni stratosferiche …. ma tutto nella mia testa e nel mio cuore di giovane fanciulla cresciuta un po’ così.

Lo ricordo spesso il nonno Pericle, con tutte le sue contraddizioni.

Lo ricordo vestito da safari che mi portava a fare le passeggiate in montagna con il retino, e catturavamo le farfalle. Poverine… le uccidevamo e conservavamo in scatole di polistirolo che poi la nonna Carmen, ad un certo punto, ha fatto sparire dallo sgabuzzino in cui erano accatastate.

Era uomo del suo tempo, nato nel 1922, monarchico, egoista, con la passione per il cinema e il teatro.

Mi portava a vedere gli spettacoli, i grandi classici, al teatro San Babila. Si metteva lì e spesso dormiva, russava, io ero imbarazzatissima. Poi si svegliava, guardava qualche scena e se non gli piaceva a voce alta diceva ‘Che porcheria!’ e si rimetteva a dormire: io ero imbarazzatissimissimissima (Ho letto che per differenziarci dalla AI dobbiamo scrivere in italiano sbagliato- spero non mi copi l’AI!). Però in tutto quell’imbarazzo mi sono innamorata del teatro e dello spettacolo pubblico: in cui si è in pubblico, in cui si costruisce un discorso pubblico, in cui ci si esprime pubblicamente (anche russando, anche dicendo ‘Che porcheria’!).

Mi ricordo del mio nonno Pericle, nella mia prima infanzia una figura austera, di cui avevo un po’ timore anche se poi il resto della mia famiglia al femminile, senza censure, lo criticava e prendeva in giro per i suoi modi sgarbati e fuori tempo.

Poi, sempre col tempo, anche lui si è ammorbidito, la vecchiaia ha smussato certe sue convinzioni, è diventato un nonno un po’ più presente. I nonni hanno una seconda chances coi nipoti, quella di cambiare prospettiva sulla vita. Questo non li assolve agli occhi dei figli, ma a loro da una seconda chance: del resto chi siamo per non dare secondo chance?

‘Sii prudente come un serpente’, mi diceva. Forse perché lui, in fin dei conti, non era stato molto prudente: investimenti discutibili, passione per il collezionismo al limite del patologico, scelte familiari decisamente criticabili.

Girava il mondo. Soprattutto quando ero bambina non ricordo di un Natale in cui lui ci fosse: India (‘A Goa il tassista mi voleva derubare’), Crociere sul Nilo e piramidi (‘Son più belle in cartolina’), San Francisco (‘Volevano che comprassi un hotel’).

Teneva taccuini in cui scriveva tutto ma soprattuto dettagli sulle stanze di hotel, cose che avrebbero potuto ispirarlo e guidarlo nella sua attività di albergatore qui, a Milano.

Non so perché ho iniziato con questa storia. Il ricordo mi fa sempre tenerezza per lui e per me bambina che non capivo cosa volesse dire, o forse che capiva fin troppo bene e ha custodito le sue parole nel cuore.

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