Spazi da legare · viaggio

Metti un Parco in Silicon Valley

Una cosa che vi diranno tutti, e che è vera, è che in Silicon Valley ci sono tantissimi spazi all’aperto per i bambini. È vero; ci sono tantissimi parchi: curati, puliti e attrezzati. Non solo: in questi parchi succedono cose sempre interessanti e sicuramente contribuiscono alla ‘cultura dello sport’ che da queste parti ha così tanto peso.

Il resto dell’America non è così, sia chiaro. In tantissimi Stati la vita principalmente si svolge al chiuso. Sarà perché fa troppo freddo o perché fa troppo caldo, ma la gente vaga di centro commerciale in centro commerciale con la sua macchina riscaldata o refrigerata.

Invece nella West Coast si sta tanto fuori e sicuramente è una delle cose che ci mancherà della vita nella Valley.

 ‘ Mi mancherà fare le monkey bars’- mi ha confidato Carmen Sofia mentre stavamo parlando del nostro imminente ritorno (no, non ho ancora iniziato a fare gli scatoloni).

Ci mancherà, e allora ecco qui alcune cose belle, strane e curiose dei parchi della Valley da ricordare.

Le strutture non banali

Sebbene ci siano diversi parchi che si rassomigliano per colori e tipologie di strutture presenti, negli ultimi 5 anni in Silicon Valley hanno introdotto strutture sempre più complesse e stimolanti. Tantissimi parchi sono tematici (così è Seven Seas Park e Las Palmas Park, di cui ho parlato in altri post) e hanno qualche elemento che cerca di evocare un ricordo, una storia, un luogo.

Murphy Park, in Sunnyvale celebra il fondatore della città

E se una storia non c’è , allora si cerca di aggiungere elementi che possano rendere questi luoghi stimolanti e che li faccia diventare dei punti di riferimento.

Ad esempio da poco hanno rifatto il playground del Braly Park, che avevo visitato lo scorso anno e che mi era sembrato estremamente povero e spoglio se paragonato ad alcuni dei nuovi. La sua ristrutturazione ha totalmente cambiato il volto di questa parte di Sunnyvale: hanno aggiunto spazi per arrampicarsi; hanno modellato il suolo creando dislivelli, ponti, passaggi segreti; hanno aggiunto strutture sicure per i bambini che gattonano; hanno dato una svecchiata a certi giochi; aggiunto giochi musicali. Sarà segno della crescente gentrification, ma sicuramente rende più bello stare in questa Valley solitaria.

Playground in Silicon Valley: il carosello, le spiderwebs

Una costante sono le monkey bars: le sbarre a cui appendersi e attività in cui mia figlia si è specializzata e che mi fa sentire ogni giorno più inetta, dato che in fatto di sport io sono una super chiavica!

Sicuramente lei è portata per queste attività, ma sono sicura che la bellezza di queste strutture l’abbia stimolata e spronata a imparare, a non aver paura, ad osare. E i bambini stanno lì, appesi alle monkey bars, si sfidano, si danno consigli, si ingegnano.

Le cose che succedono

Nei parchi poi succedono molte cose, la maggior parte in maniera abbastanza organizzata, secondo l’American approach.

Ci sono aree pic-nic che si possono affittare e vicino alle quali si possono disporre dei gonfiabili per organizzare feste indimenticabili. È quello che ho fatto io in occasione del compleanno di Francesco. Indimenticabile la festa lo è stata sicuramente: anche perché, proprio mentre stavamo andando via felici e contenti, Carmen Sofia è caduta dalla bouncing House e si è rotta la clavicola (spoiler: è andato tutto bene, ora è guarita).

Vedete lo scivolo? lì sulla sinistra quella parte aperta? Ecco è da lì che la ragazza è caduta… I fell flat 😦

Nei parchi, poi, ci sono un sacco di campi da basket, calcio, baseball, tennis e ogni giorno vengono organizzati corsi per bambini e adulti di soccer,, flag football, badminton, cricket. E poi ci sono i corsi un po’ più informali: come quando si vedono gruppi di 8-10 asiatici intenti a fare Tai Chi o a meditare. Ho cercato una foto tra le 4876 che ho e niente! Mi sa che domani vado a cercarli!

Ci sono anche molte attività organizzate sia a pagamento che gratuite per i bambini che mettono al centro del loro approccio la scoperta della natura e lo stimolo al gioco libero. Esempio sono Tinkergarten o la freeforestschool, la prima molto bella e strutturata ma anche molto cara e la seconda totalmente auto organizzata e gratuita.

Capanna costruita durante una lezione di Tinkergarten

Curiosità

  • Ah, dimenticavo: tutti i parchi sono provvisti di bagni pubblici. Solitamente sono tutti molto puliti, provvisti di fasciatoio, sapone, carta igienica e asciugamani;
  • I parchi sono anche provvisti di strutture coperte che vengono affittate da associazioni locali o da privati cittadini per organizzare attività, feste, eventi;
  • eppure no, non aspettatevi di trovare un bar o qualcosa di analogo: niente di niente. Ogni tanto passa qualche messicano con carretto dei gelati a 4/5 dollari l’uno, ma niente Crodino;
  • Tutte le scuole hanno dei playground e fuori dagli orari di lezione diventano accessibili a tutti. Così, ad esempio, la scuola elementare dove va Carmen Sofia ha il suo parco con ben due strutture per i bambini. Noi l’abbiamo soprannominato ‘il parco blu’, perché le strutture sono quasi tutte blu.

Insomma: sembrano proprio belli e bravi questi americani (a parte che per la storia del Crodino). Non va dimenticato che questa esplosione di ‘bellezza’ nei playground disseminati in giro nella Valley dipenda in parte da una notevole disponibilità di denaro a fronte di un’urbanizzazione molto spinta, e in parte sì, dall’emergere di un nuovo approccio progettuale.

Le regole e l’integrazione

Lo so, sono un po’ monotematica… ma: sono questi spazi di integrazione? mi disegnano così… Potenzialmente lo sono, nella pratica è tutto da vedere.

Per ora si nota un certo rispetto da parte di tutte le popolazioni approdate nella Silicon Valley e si applicano regole di buon senso ma non scontate: fare i turni per l’altalena maledetta, salire dalle scale e scendere dallo scivolo. Ma si sa, quando si gioca si gioca, ed è abbastanza naturale avere il desiderio di provare cose nuove.

Usi non convenzionali della struttura

La qual cosa fa sempre un po’ riflettere su come fare in modo che si possa giocare, rispettare le regole, trasgredire le regole e comunque rispettare gli altri e i loro bisogni di divertirsi, essere protetti e sperimentare cose nuove.

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