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Scoprire le città italiane giocando: Milano

Quando abbiamo deciso di organizzare dei playdate in italiano per i bambini che abitano nella Bay Area e abbiamo scelto il ‘Viaggio in Italia’ come filo conduttore per gli incontri, il mio pensiero era, per ovvi motivi, tutto rivolto a lei: Milano.

Penso che tutti abbiano un debole per la propria città (tranne Leopardi, ma questa è un’altra storia) e io ricado nella media.  Milano mi ha cresciuta e nutrita e mi ha permesso di confrontarmi con tante diversità e tante libertà. È forse per questi motivi che questo laboratorio è uno di quelli che ho più amato e la cui preparazione mi ha più appassionato.

Il Bingo di Milano

Il playdate ricalca la struttura dei laboratori pensati per Roma e Napoli: ho presentato ai bambini la città del giorno, ho distribuito le cartelle per il fare bingo e ho raccontato quali sono le cose che si vedono nella città di Milano e che la caratterizzano.

La selezione dei simboli della città da inserire nel tabellone è stata particolarmente difficile: quando si conosce una città by heart vorresti parlare di ogni singola pietra e non tralasciare nulla. Volevo mettere cose note ma anche cose che conoscono solo gli abitanti storici di Milano. Qualcuno mi ha fatto notare che è un po’ sbilanciata ad est e che mancano: la torre Branca, l’Arco della Pace … gente di Milano ovest!

Devo ammettere che la parte più divertente è stata la preparazione del tabellone che mi ha permesso di ripassare la storia della mia città e di scoprire piccoli aneddoti.

Ad esempio non lo sapevo che la michetta è la rivisitazione meneghina del pane kaisersemmel, di simile forma e dimensione, trapiantato a Milano durante la dominazione austro-ungarica (1714-1797). La principale differenza con il pane austriaco, che non ho mai provato, però, consiste nella struttura cava e molto più friabile. Infatti il kaisersemmel, a causa della troppa umidità della pianura lombarda, non riusciva a rimanere friabile e fragrante come nella vicina e secca Austria. Fu così che i panettieri milanesi rivisitarono la ricetta, rendendolo cavo al suo interno.

A Milano con Bruno Munari

Dopo un breve snack siamo passati all’attività artistica attraverso cui provare a raccontare una storia ambientata … nella nebbia di Milano.

L’attività artistica ad esso collegato mi ballava per la testa da un paio di anni, da quando ho avuto tra le mani il bellissimo libro ‘Nella nebbia di Milano’ di Bruno Munari. Il libro uscì nel 1968 e in un modo per quei tempi rivoluzionario cerca di rappresentare una giornata nella nebbia. Per far questo usa fogli di carta lucida e semi trasparente sui appaiono, una alla volta degli elementi della città (la moto, il semaforo, la fermata del bus).

Materiali

  • Fogli neri tagliati in formato quadrato o rettangolare bucati;
  • Matite dai colori chiari;
  • Gessi;
  • Pennarelli;
  • Filo per rilegare il libro.

Fasi del laboratorio

  • Preparazione. Disporre i fogli
  • Inizio dell’attività. Introduzione del laboratorio ‘Nella Nebbia di Milano’: cos’è la nebbia? Cosa si vede nella nebbia? Guardiamo il libro di Munari.
  • Inizio. Proviamo a raccontare la nostra storia: cosa vedete nella nebbia?
  • Osservazione: cosa è venuto fuori?

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